L'orto del Pecorino

La terra è il punto di partenza di tutte le attività dell’uomo, fra queste certamente, l’arte del produrre il vino. E proprio da questo punto si è partiti per un nuovo progetto dell’Azienda Agricola Simone Capecci, i cui pilastri sono da sempre passione, curiosità e sperimentazione.  Dopo il Ciprea ed il Mvuria, non poteva che essere nuovamente il Pecorino il protagonista di questa nuova storia. Ad esso, varietà preziosa del patrimonio vinicolo del territorio, è stato dedicato un orto, un vigneto con una densità molto fitta di piante (0,50 m x 0,50 m), ognuna “ancorata”ad un suo palo, che darà una quantità limitata di prodotto, restituendo in questo modo l’essenza del proprio frutto.  Ogni pianta ha un suo tutore, un palo di legno di castagno, lungo il quale cresce andando ad alimentarsi dei migliori elementi che compongono il terreno.   Il sesto di impianto molto fitto crea infatti una forte concorrenza radicale delle piante, costringendola radice a penetrare in profondità per trovare acqua, minerali, di cui ha bisogno per il suo sviluppo. Tutte le pratiche agronomiche all’interno dell’orto, data la densità di impianto, vengono svolte a mano senza alcun intervento meccanico; inoltre, così come per gli altri vigneti dell’Azienda la lavorazione e il trattamento è rigorosamente biologico.

Per i pali che fanno da tutore alle preziose piante di pecorino nell’orto, così come quelli presenti nel giovane vigneto adiacente all’azienda, impiantato due anni fa, è stato scelto un legno pregiato, leggero e resistente,  come quello di castagno. Un legno di un’essenza semidura con una fitta venatura, non facile da lavorare e con una considerevole resistenza all’umidità e agli agenti atmosferici. Non è un castagno qualsiasi, ma proviene dall’entroterra montano adiacente, dalla zona di Acquasanta Terme (AP), dove si concentracirca il 92% dei castagneti della regione Marche e dove si trova un cultivar che garantisce maggiore compattezza e resistenza, grazie ad accrescimenti più piccoli rispetto al castagno di altre zone d’Italia e d’Europa, dove l’accrescimento più rapido conferisce più tenerezza al legno e quindi meno resistenza. 

Andiamo allora a conoscere il Signor Ascenzio, nel paese di Umito, che con pazienza e passione ha selezionato e lavorato i pali migliori per l’orto e il vigneto di Simone Capecci. Lasciamo quindi alle spalle il mare e ci inoltriamo nel territorio di Acquasanta Terme, incastonato tra i Monti della Laga e i Sibillini, inerpicandoci in una stretta strada che porta fino ad Umito, piccolo borgo pacato e accogliente accerchiato dalla magia e bellezza dei fitti boschi di castagni, faggi e querce. 

 

Al nostro arrivo Ascenzio interrompe il suo lavoro e ci accoglie nel suo agriturismo, quasi un museo delle sue sculture, di oggetti antichi testimonianza dell’agricoltura di un tempo. Ci mostra il suo laboratorio, il piazzale dove seleziona il legno e lo fa essiccare, rispettando i lunghi tempi naturali, che invece l’industria accorcia. Il piazzale è come un magazzino all’area aperta, in perfetta sintonia con il bosco che lo circonda, dove Ascenzio ordina e cataloga pali di diverse lunghezze ed usi. Ci spiega della funzione si salvaguardia del tannino, presente nel castagno, che protegge il legno dall’attacco dei funghi rispetto ad altri tipi di legno come per esempio l’abete, spesso trattato dall’industria nelle camere iperbariche. 

 

Lungo il cammino in mezzo al bosco parliamo delle minacce che la pianta di castagno sta subendo, attaccata da alcuni funghi che ne compromettono la sua crescita, come quello trasmesso dai cinghiali, presenza numerosa nei boschi della zona, e il problema del cinipide, piccolo insetto importato dal Giappone attraverso degli innesti, particolarmente dannoso per il castagno.  E mentre riflettiamo sull’importanza diprevenire queste malattia e proteggere il bosco, eccoci improvvisamente di fronte ad un albero centenario, un castagno di mille anni, maestoso, pesante e allo stesso tempo slanciato verso l’alto, dove c’è luce e vita. 

Ripartiamo da Umito con la vitalità e freschezza che regala l’aria di montagna, con il cuore appagato e con la certezza di avere fatto una scelta giusta. Una scelta di qualità, di sostenibilità ambientale e di sostegno al ricchissimo patrimonio naturale della regione Marche.

Edda Aloisi

 

 

The Pecorino vegetable garden

 

The earth is the starting point of all man's activities and of course, among them, the art of producing wine. From this point we have started for a new project of the Farming Company Simone Capecci, whose pillars have always been passion, curiosity and experimentation. After Ciprea and Mvuria, it could only be Pecorino again the protagonist of this new story. To this, a precious variety of the wine heritage of the territory, was dedicated a vegetable garden, a vineyard with a very thick plant density (0.50 m x 0.50 m), each "anchored" to its pole, which will give a limited quantity of product, thus returning the essence of its fruit. Each plant has its own guardian, a chestnut wood pole, along which it grows to feed on the best elements that make up the ground. The sixth of a very dense plant creates a strong radical competition of plants, forcing the root to penetrate deeply to find water, minerals, which it needs for its development. All agronomic practices within the garden, given the plant density, are carried out by hand without any mechanical intervention; as well as for other vineyards in the company, the production and treatment are strictly organic.

For the poles that guard the precious pecorino plants in the garden, as well as those present in the young vineyard adjacent to the farm, implanted two years ago, a precious, lightweight and durable wood, such as chestnut, was chosen. A wood of a semi-dense essence with a dense grain, not easy to work and with a high resistance to humidity and atmospheric agents. It is not a common chestnut, but it comes from the adjacent mountain hinterland, from the area of cquasanta Terme (AP), where 92% of the chestnuts in the Marche region are concentrated and where a cultivar is found that guarantees greater compactness and strength thanks to smaller growths than chestnut trees in other areas of Italy and Europe, where the fastest growing gives more tenderness to the wood and therefore less resistance.

Let us then come to know Mr. Ascenzio, in the village of Umito, who with patience and passion has selected and worked the best poles for the vegetable garden and the vineyard of Simone Capecci. Let us then leave the sea behind and go to the territory of Acquasanta Terme, nestled between the Laga Mountains and the Sibillini, straddling a narrow road leading to Umito, a small, peaceful and cozy hamlet surrounded by the magic and beauty of the dense forests of chestnut trees, beeches and oaks. Upon our arrival, Mr. Ascenzio interrupts his work and welcomes us in his farmhouse, almost a museum of his sculptures, of ancient artefacts proof of the agriculture of a long time ago. He shows us his workshop, the square where he selects the wood and makes it dry, respecting the long natural times, which instead the industry shortens. The square is like an open space warehouse, in perfect harmony with the woods around it, where Mr. Ascenzio orders and catalogs poles of different lengths and uses. It explains the function of preserving the tannin found in chestnut, which protects the wood from attacking mushrooms than other types of wood, such as fir, often treated by the industry in the hyperbaric chambers. Along the way in the woods we are talking about the threats that the chestnut plant is undergoing, attacked by some fungus that threaten its growth, such as that transmitted by wild boars, numerous in the forests of the area, and the problem of ciniphus, small insect imported from Japan through grafts, particularly damaging to chestnuts. And as we reflect on the importance of preventing these diseases and protecting the woods, we are suddenly faced with a centenary tree, a thousand year old chestnut, majestic, heavy and at the same time slender upward, where there is light and life.

We leave from Umito with the vitality and freshness that gives the mountain air, with the heart rejoicing and with the certainty of having made the right choice. A choice of quality, environmental sustainability and support for the rich natural heritage of the Marche Region.